Be yourself; Everyone else is already taken.
— Oscar Wilde.
This is the first post on my new blog. I’m just getting this new blog going, so stay tuned for more. Subscribe below to get notified when I post new updates.
Be yourself; Everyone else is already taken.
— Oscar Wilde.
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This is an example post, originally published as part of Blogging University. Enroll in one of our ten programs, and start your blog right.
You’re going to publish a post today. Don’t worry about how your blog looks. Don’t worry if you haven’t given it a name yet, or you’re feeling overwhelmed. Just click the “New Post” button, and tell us why you’re here.
Why do this?
The post can be short or long, a personal intro to your life or a bloggy mission statement, a manifesto for the future or a simple outline of your the types of things you hope to publish.
To help you get started, here are a few questions:
You’re not locked into any of this; one of the wonderful things about blogs is how they constantly evolve as we learn, grow, and interact with one another — but it’s good to know where and why you started, and articulating your goals may just give you a few other post ideas.
Can’t think how to get started? Just write the first thing that pops into your head. Anne Lamott, author of a book on writing we love, says that you need to give yourself permission to write a “crappy first draft”. Anne makes a great point — just start writing, and worry about editing it later.
When you’re ready to publish, give your post three to five tags that describe your blog’s focus — writing, photography, fiction, parenting, food, cars, movies, sports, whatever. These tags will help others who care about your topics find you in the Reader. Make sure one of the tags is “zerotohero,” so other new bloggers can find you, too.
Nuova opportunità di partecipazione in un progetto Erasmus+ con Beyond Borders: Youth Exchange Erasmus+ “Upcycle, Don’t Waste”
Posti disponibili per: 5 partecipanti (18-30 anni) e 1 group leader (18+)
Dove: a Dali, Cipro
Date: dal 13 al 23 novembre 2019
Descrizione del progetto: By focusing on upcycling we want to highlight and address topics such as environment and sustainable development. We want through manual activities and a bit of theoretical activities raise awareness on the importance of switching from a model that follows a linear production (Production, distribution, consumption and wastes) to a different model: circular -that doesn’t stop after wastes. We want to talk about the circular economy which includes among others things the ideas of : reuse, repair, upcycling and recycling.. We want to show what we can gain as a person/a community by following this model and what will be the impact on the environment, the society and the planet.
This project will help us to share what is happening in the countries that will participate to the project, what are the good initiatives. We want to share our experience and show what useful items you can create with waste. We believe that if young people from different countries keep meeting around this kind of project and keep exchanging, their behavior but also the behavior of people around them and then the behavior of people from their country will change faster, and will help us to reach easily the sustainable development.
Note importanti:
L’accommodation è una fattoria/agriturismo adibito ad alloggio per campi scuola, inoltre sono previsti alcuni giorni di campeggio.
Paesi partecipanti: Italia, Belgio, Romania, Portogallo, Cipro.
Requisiti: Aver raggiunto la maggiore età, essere interessati alle tematiche del progetto. Maggiori info sui requisiti: http://associazionebeyondborders.blogspot.it/ 2016/07/frequently-asked-questions-requisiti-di.htmlLingua del progetto: Inglese (si richiede un livello base-intermedio).
Condizioni economiche: Vitto e alloggio coperti al 100% dall’organizzazione ospitante. Il costo dei biglietti di viaggio sarà rimborsato da parte dell’organizzazione ospitante fino ad un massimo di 275€ a persona. (Le eventuali eccedenze sono a carico del partecipante).
Maggiori info sui rimborsi: http://associazionebeyondborders.blogspot.it/2016/06/frequently-asked-questions-rimborsi.html
Il Progetto è realizzato nell’ambito del Programma ERASMUS+ promosso e finanziato dalla Commissione Europea.
Quota di partecipazione al progetto: 30€, previsti come quota associativa di Beyond Borders (valida per l’anno 2019). Chi possiede già la tessera 2019 non deve rifarla.
Scandenza candidature: 20 ottobre 2019Si prega di inviare l’application solo in caso di reale interesse e in corrispondenza con i requisiti precedentemente descritti.
Per candidarti al progetto compila il seguente formulario in inglese, in modo dettagliato ed esaustivo soprattutto nella parte motivazionale: https://forms.gle/c4Dx4XRoMW7WBb7x9Solo i partecipanti selezionati saranno contattati via mail e sono invitati a confermare la propria partecipazione via mail entro i termini concordati con l’associazione.
Per ulteriori informazioni: associazionebeyondborders@gmail.com
Crocaca di una di quelle esperienze che ti cambiano la vita
Nella vita di ognuno di noi ci sono varie esperienze ma solo alcune di queste ti segnano in modo indelebile, beh l’Erasmus+ è una di quelle.
Partiamo subito da un presupposto: più o meno tutti sappiamo cos’è il programma Erasmus e conosciamo le meravigliose opportunità che concede, ma, se dovessi chiedere a 100 persone “cos’è l’Erasmus+?” Sono convinto che una buona parte non saprebbe cosa rispondere. Proprio da qui voglio partire, ossia spiegare cos’è l’Erasmus+. Si tratta di un programma finanziato dall’Unione Europea che permette a chi decide di parteciparvi di fare un breve soggiorno in un Paese straniero per partecipare ad uno scambio culturale il cui fine ultimo è una maggiore conoscenza e coscienza del tema oggetto dello scambio.
La cosa più interessante è che a questa maggior conoscenza non si arriva attraverso l’insegnamento frontale, che per intenderci è quello tipica dell’istruzione dalle elementari all’università, in cui il professore spiega e gli alunni ascoltano, ma grazie al sistema dell’educazione non formale; ciò significa che sono gli stessi partecipanti ai progetti ad essere i “professori” ma, allo stesso tempo sono anche gli alunni, l’obiettivo finale è quello di promuovere la collaborazione tra persone che non solo non si conoscono ma che vengono da Paesi diversi e quindi sono figli di culture diverse. Per arrivare a questo risultato sarete “obbligati” a vivere, mediamente, 7/10 giorni nello stesso posto con sconosciuti provenienti da nazioni che, magari, potreste non essere nemmeno in grado di trovare su una cartina.
Ora la domanda che vi starete ponendo tutti è: ma perché dovrei decidere di partecipare ad un progetto del genere? La risposta sta nella mia esperienza: ho scoperto la realtà dell’Erasmus+ a 24 anni e mi pento di non averli scoperti prima. La prima volta che sono partito non ero molto convinto che potesse essere qualcosa di utile e divertente, beh… 8 giorni dopo ero nella hall di un albergo a Razlog, tra le montagne bulgare, alle 5 di mattina per salutare il gruppo di ragazzi albanesi che si apprestavano a fare il loro viaggio di ritorno, ci siamo salutati come se ci conoscessimo da una vita.

La stessa cosa è successa nell’ultimo progetto a cui ho partecipato. Quando l’ultimo giorno abbiamo preso l’autobus per andare verso Sofia c’era un’atmosfera strana: un misto di gioia e di tristezza, un silenzio irreale, era come se stessimo tutti metabolizzando il fatto che di lì a poco non ci saremo più rivisti. Oltre ad una presa di coscienza su tematiche serie questo è quello che vi rimarrà dopo aver partecipato ad un progetto: le persone ed i rapporti umani. Vi renderete conto che potrete andare in tanti Paesi diversi senza mai sentirvi soli, avrete la possibilità di fare tante nuove amicizie e di conoscere tante culture diverse, è un’opportunità unica che non va sottovalutata.
Alla fine della fiera, i consigli che mi sento di darvi sono tre: partire, essere mentalmente aperti ed essere curiosi. Vi garantisco che non vi pentirete di questa scelta, anzi probabilmente farete quello che ho fatto io ossia incazzarvi per non essere partiti prima.
Infine, com’è giusto che sia, devo fare un ringraziamento particolare ai ragazzi di Beyond Borders, l’associazione che mi ha permesso di tornare in Bulgaria a settembre per fare il mio secondo progetto. Se non fosse stato per loro e per le ragazze dell’associazione bulgara Connected for Future ora avrei meno amici sparsi per l’Europa e questo sarebbe un grande dispiacere.
Con affetto e convinzione che partirete anche voi che leggete.